L’aria è tersa, la luce decisa e tagliente; attorno, un nulla sterminato di terriccio pietroso, grigio rossastro. Tengo la daga - corta, maneggevole - quasi con indolenza, il braccio abbandonato lungo il fianco. Non so chi mi ha portato qui, né dove ho vissuto prima. Questa è la mia dimensione naturale: mi sono trovato a essere un guerriero, benché nessun nemico mi minacci e nessun avversario si avvicini.