Eravamo proprio nel punto di strada più assolato, l’uccellino senza coda era volato davanti a noi e quel vecchietto si era fermato per indicare il suo volo anomalo. Quel vecchietto era straordinariamente somigliante a mio nonno e allargando di poco le mani ci aveva confessato di essere cacciatore da sessanta anni e di non aver mai tagliato la coda a nessun uccello. Eravamo tornati a casa schivando il fegato in padella dei Corren e salendo le scale avevamo immaginato un uomo sui trentacinque, seduto sulla sedia di tela del giardino, un uomo con un nome biblico e dei pantaloni larghi, forse degli occhiali molto spessi e puliti con poca cura. Quell’ uomo aveva delle forbici con l’impugnatura in plastica rigida e sulle prime note di serenade of the bells - sembravano provenire dalla casa dei vicini, quelli con la piscina gonfiabile dei gemelli- si sentiva con precisione il taglio retto e metallico della coda dell’ uccellino. Nel 1987, nella classe della signorina Finns, avevamo scoperto che le code dei pettirossi erano fatte di ossa argentate.