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siamo tutti badanti
Bestiario
Jul 10
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discovery

In ogni caso, un giorno, sarà possibile andarci. Non troverai insopportabile le file interminabili, la salita lenta sul discovery, per poi piombare verso il basso a velocità supersonica, non troverai tremendo il katun, con il suo salto di 50 metri, e anche il columbia ti sembrerà un giochetto. Ti prenderò in giro per via di quel tuo commentare con disprezzo gli accenti nordici, mi prenderai in giro per il mio essere una bambina, in certi posti. una bambina stupida, intendiamo. Di quelle che pestano i piedi e stringono i pugni dall’emozione prima di salire da qualche parte. Lo sai, lo facevo con le onde, sulla spiaggia di Follonica. Stringevo i pugni quando l’onda arrivava a bagnare i piedi. Mia madre me lo racconta sempre -Si fermavano tutti a guardarti, dicevano: guarda come è ganza quella bimbetta- Ma tu lo sai, mia madre romanza sempre ogni cosa. Pensa che ha messo una pianta sul mobile del bagno, una di quelle piante cadenti, e ora quando la incontro si lamenta sempre della giungla che è cresciuta sul mobile, dice che non riesce più a lavarsi senza prima spostare tutto quel verde a cascata dalla vasca. (ti devi immaginare un fogliame mostruoso che striscia sul pavimento verde acqua marina del mio bagno, devi immaginare qualcosa di pensabile solo in certi film mai girati giapponesi).
Certe volte mi parli e io mi segno i punti. Mi dico, sottovoce, ora devo mettere avanti la logica, è così che si ragiona. Un punto alla volta, un passo alla volta. adesso mi ha chiesto del punto a e devo rispondere su questo argomento, adesso è ora di fare le cose con calma, adesso vado con ordine. a, b, c, d.
Stringo i pugni e dalla bocca esce di tutto. La odio la mia voce, chissà, devo avertelo già detto. Ho la voce di catrame e ortiche, con tanto di quell’olio di oliva da annegarci i gattini appena nati. Mi esce x, y, z. Ti rovescio addosso un vaso di pandora pensando di avere tra le mani un vassoio ordinato. Uno di quei vassoi preparati dai vecchi camerieri dei grandi alberghi della romagna, o forse di una pensione familiare. Uno di quei vassoio da colazione preparati da un saggio. Ogni tanto mi volto e vedo tutti i tuoi giocattoli sparsi sul pavimento, sono lì, trasparenti di colore, inglobati nella plastica più introvabile. (Ricordi la storia del fiume che nascondeva nel suo letto piccole pietre di plastica?. Arrivarono esperti da tutto il mondo, per cercare di svelare il mistero delle pietre di plastica spuntate naturalmente). Sempre più spesso, mi sveglio sicura di avere il pezzo dal colore più raro, quello più brillante sotto tutte le luci, anche quelle del mio amato est. Sempre più spesso mi sembra di avere le parole sbagliate, come un non dire abbastanza. Quando sono le parole ad essere sbagliate, anche gli occhi diventano più brutti. Diventano quadrati. Perdono ogni colore. ( da qualche parte esiste un mondo di gente con gli occhi quadrati. vivono in case di carte da gioco truccate e mangiano solo spinaci e rape rosse).
Quando ti trovo di fronte a me, senza telefoni, è dieci cento trecento volte il katun senza mani.