mi godo gli addi. dalle carabattole, dagli amori, dall’adolescenza. mi vivo gli addi, del lavoro, della vita, dei signori in pigiama che sul balcone aspettano, aspettano che qualcuno gli rivolga parola. gli infermieri che sperano che nessuno gli rivolga parola. le scarpe, che odiano il bostik. la spazzatura, che sgombra il corridoio. le tangenziali della mia vita che finiscono nel buco nero e si attorcigliano, e prendono il volo, e le bambine della scuola di danza che sorridono in fila. mi godo il fresco, mi godo il caldo, mi godo le caraffe e le corse a perdifiato per trovare un regalo che dica ti amo, cresci e poi torna, sono qui, e adesso vai che siamo donne e non piangiamo. che nessuno ti amerà mai, nessuno amerà mai, del nostro amore di una vita intera. mangiamo la pizza in veranda, mangiamo gli arancini, l’estate ogni tanto si sbaglia ed entra dal balcone, penso che questa è la mia seconda primavera qui, penso che sto crescendo, penso che sono felice e che posso perdonarmi anche l’ultimo libro della yoshimoto, ancora una volta.