bestiario

siamo tutti badanti
May 13
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Wonder Bowl, Anaheim, California, 1950’s (via Roadsidepictures)
Wonder Bowl, Anaheim, California, 1950’s (via Roadsidepictures)
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Stanotte ho sognato uno stronzetto con la faccia da preppy e il corpicino da vado-in-gym-prima-di-andare-a-Wall-Street, due tazze di starbuks con lo stesso nome, funny mushrooms, una felpa magica, il sole dietro le palme, gli edifici deco’ dei migliori ‘20s americani, una casetta salmone e verde acqua, il vento… Ed era straordinaria l’estate d’inverno e ancora più straordinario il freddo d’estate, tutto a rendere così speciale un normalissimo tall cappuccino di starbucks.
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Spiriti del Fuoco (via michele_butto)
Spiriti del Fuoco (via michele_butto)
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[…]
Dove i giardini pendevano e l’acqua rallenta – dove sta disarticolata, strappo e ruga di roccia incisa, divisa – dove l’aria è cancrena guarda le api passare, guardare: “Lo diremo gli uni agli altri: «ti vedo come gli animali, che nella preistoria erano agitati, continuare continuare eppure fascinati dal fuoco»” Roccia, piaga delle ere. Niente più riguarda l’uomo. Api, fascìna, fuoco.

blanc de ta nuque

cammini disegnati di calcare, Andrea Raos 

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la casa dei miei sogni (via inoffensive)
la casa dei miei sogni (via inoffensive)
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Non è un bel paese. Non è un paese facile e non è un paese per chi la fa difficile. Non è un paese per chi dà peso alle cose o per chi le cose se le ricorda. Non è un paese per gente con lo stomaco debole, né un paese di persone misurate o moderate o riformiste. Non è certo un paese per chi si fa degli scrupoli o per chi, in ogni caso, non ha fucili da prendere. Non è un paese con una sinistra, non più. Non è un paese per chi non è preparato al peggio, per chi non se l’aspetta (semmai per chi la fa). Non è un paese di persone coerenti, né per chi “non si vuole abbassare al loro livello”. Non è un paese per chi ancora crede che le cose possano cambiare. In meglio. E non è un paese per chi non sa resistere ma in questo caso dipende dall’accezione.
May 12
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05290010 (via nero_davola)
05290010 (via nero_davola)
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mi godo gli addi. dalle carabattole, dagli amori, dall’adolescenza. mi vivo gli addi, del lavoro, della vita, dei signori in pigiama che sul balcone aspettano, aspettano che qualcuno gli rivolga parola. gli infermieri che sperano che nessuno gli rivolga parola. le scarpe, che odiano il bostik. la spazzatura, che sgombra il corridoio. le tangenziali della mia vita che finiscono nel buco nero e si attorcigliano, e prendono il volo, e le bambine della scuola di danza che sorridono in fila. mi godo il fresco, mi godo il caldo, mi godo le caraffe e le corse a perdifiato per trovare un regalo che dica ti amo, cresci e poi torna, sono qui, e adesso vai che siamo donne e non piangiamo. che nessuno ti amerà mai, nessuno amerà mai, del nostro amore di una vita intera. mangiamo la pizza in veranda, mangiamo gli arancini, l’estate ogni tanto si sbaglia ed entra dal balcone, penso che questa è la mia seconda primavera qui, penso che sto crescendo, penso che sono felice e che posso perdonarmi anche l’ultimo libro della yoshimoto, ancora una volta.
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Rainy afternoon (via hugable_and_bugable)
Rainy afternoon (via hugable_and_bugable)